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Saluti a tutti, di nuovo,
e grazie al nostro amministratore che mi ha indirizzato su dove e come inserire un post
(sono stato un po’ imbranato ed affrettato lo ammetto).
Alla risposta alla mia presentazione, sempre il nostro amministratore mi ha girato una domanda, chiedendomi cosa ne pensavo sul “Vademecum” dell’Etica Razionale, e io gli rispondo che c’è molto da pensare. Diciamola così: se mi lascio trasportare da una prima lettura, attenta si, ma non del tutto approfondita, mi ritengo in gran parte d’accordo; tuttavia le cose potrebbero essere più complesse.
Faccio un esempio legandomi direttamente al primo articolo, che recita in grassetto: “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.
Senza proseguire nell’articolo, cosa che complicherebbe ulteriormente la questione, già in questa frase si trovano per me almeno due tipi di problemi:
a) il “te” della frase potrebbe essere riferito a persone molto differenti tra di loro, con un loro proprio “codice valoriale” e una propria “condotta di vita”;
b) di conseguenza anche gli “altri” relativi a quel “te” verrebbero inquadrati in una prospettiva differente, da un punto di vista differente, insomma verrebbero “percepiti” in maniera differente; e di conseguenza il NON fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te si riferirebbe a condotte ed azioni ben differenti a seconda di quale sia il “te” che parla.
So che non è molto, ma, con un po’ d’impegno e un po’ di pazienza, cercherò di darvi finalmente la mia sui vari contenuti del nostro “Vademecum”.
Chiudo con una citazione, di un filosofo che ho scoperto tramite i miei studi e che sempre di più mi ha attirato nella trama del suo ragionamento:
“quando si chiede a qualcuno “cosa vuol dire orientarsi nel pensiero?”, risulta che il pensiero presuppone esso stesso assi e orientamenti, secondo i quali si sviluppa, che esso ha una geografia prima ancora di una storia, che esso traccia dimensioni prima della costruzione di sistemi". (Gilles Deleuze, Logica del senso)
La domanda che vi giro allora è: cosa sono questi assi? E che aree dividono? E, ancora, gli orientamenti non potrebbero essere, per riallacciami al Primo Art. del Vademecum, quei vari “te” che, prendendo posto in uno dei “quadranti” costituiti dagli assi, si comportando secondo la propria etica nei confronti dell’altro?
Vi lascio alla riflessione, sperando rispondiate in molti.
Cordiali saluti a tutti.
kinglizard
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