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ARGOMENTO: Primo abbozzo circa il Vademecum dell'Etica Razionale
#52
Primo abbozzo circa il Vademecum dell'Etica Razionale 2 Anni Karma: 0
Saluti a tutti, di nuovo,
e grazie al nostro amministratore che mi ha indirizzato su dove e come inserire un post
(sono stato un po’ imbranato ed affrettato lo ammetto).

Alla risposta alla mia presentazione, sempre il nostro amministratore mi ha girato una domanda, chiedendomi cosa ne pensavo sul “Vademecum” dell’Etica Razionale, e io gli rispondo che c’è molto da pensare. Diciamola così: se mi lascio trasportare da una prima lettura, attenta si, ma non del tutto approfondita, mi ritengo in gran parte d’accordo; tuttavia le cose potrebbero essere più complesse.
Faccio un esempio legandomi direttamente al primo articolo, che recita in grassetto: “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.
Senza proseguire nell’articolo, cosa che complicherebbe ulteriormente la questione, già in questa frase si trovano per me almeno due tipi di problemi:
a) il “te” della frase potrebbe essere riferito a persone molto differenti tra di loro, con un loro proprio “codice valoriale” e una propria “condotta di vita”;
b) di conseguenza anche gli “altri” relativi a quel “te” verrebbero inquadrati in una prospettiva differente, da un punto di vista differente, insomma verrebbero “percepiti” in maniera differente; e di conseguenza il NON fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te si riferirebbe a condotte ed azioni ben differenti a seconda di quale sia il “te” che parla.

So che non è molto, ma, con un po’ d’impegno e un po’ di pazienza, cercherò di darvi finalmente la mia sui vari contenuti del nostro “Vademecum”.

Chiudo con una citazione, di un filosofo che ho scoperto tramite i miei studi e che sempre di più mi ha attirato nella trama del suo ragionamento:
“quando si chiede a qualcuno “cosa vuol dire orientarsi nel pensiero?”, risulta che il pensiero presuppone esso stesso assi e orientamenti, secondo i quali si sviluppa, che esso ha una geografia prima ancora di una storia, che esso traccia dimensioni prima della costruzione di sistemi". (Gilles Deleuze, Logica del senso)
La domanda che vi giro allora è: cosa sono questi assi? E che aree dividono? E, ancora, gli orientamenti non potrebbero essere, per riallacciami al Primo Art. del Vademecum, quei vari “te” che, prendendo posto in uno dei “quadranti” costituiti dagli assi, si comportando secondo la propria etica nei confronti dell’altro?
Vi lascio alla riflessione, sperando rispondiate in molti.

Cordiali saluti a tutti.

kinglizard
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#53
Re:Primo abbozzo circa il Vademecum dell'Etica Razionale 1 Anno, 12 Mesi Karma: 0
Caro kinglizard,

trovo molto corretta la tua osservazione sul primo punto del "Vademecum", tanto che penso che esso debba essere riformulato per tener conto delle differenze di sensibilità e codici morali tra individui anche all'interno di una stesso gruppo sociale. Posso provare io a riformulare il punto ma accetto volontieri proposte da te o da chiunque altro.

Io proporrei il seguente testo: "Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te (tranne nei casi in cui le differenze di sensibilità e di valori morali tra te e qli altri rendano necessaria una disparità di trattamento al fine di evitare danni o offese) e cerca di ripagare ..." (il resto lo lascerei invariato). Tuttavia non sono molto soddisfatto di questa formulazione che trovo fumosa, e spero che tu o altri possiate trovare una formula di più facile lettura pur soddisfacendo il requisito che abbiamo posto.

Per quanto riguarda la tua domanda sugli assi del pensiero, io credo che il pensiero sia per lo più involontario (ma non casuale!) e pilotato dagli stimoli esterni e interni ai quali siamo sottoposti, sui quali possiamo influire solo in parte con la nostra volontà e coscienza. La psicologia dovrebbe aiutarci a capire come si determina il pensiero di ogni individuo nel tempo, ma credo che questa pseudoscienza, a metà tra la fiosofia e la medicina abbia ancora tanta strada da fare per rendersi veramente utile nella vita di tutti giorni e costituire uno strumento efficace per capire noi stessi e gli altri e il perché pensiamo ciò che pensiamo.

Grazie per le tue stimolanti osservazioni e un caro saluto.

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